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Edizioni Sovera gruppo Armando Armando - Roma
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L' illustrazione di copertina è di Valentina
Castelli
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| Debora è una ragazza che vive la sua adolescenza alla fine degli anni ottanta, in un mondo ricco di valori importanti quali l'amore e l'amicizia. Intorno a lei si muovono gli altri personaggi a cui è legata da un profondo affetto: sono gli amici con cui condivide i sogni e le amarezze, le esaltazioni e gli sconforti di un'adolescente che prende coscienza di sè e della vita attraverso una fuga di esperienze tra nebulose certezze e inquietanti interrogativi. L'amicizia gioca un ruolo importante nella vita di Debora ed è disposta persino ad ignorare i propri sentimenti, pur di non "inquinare" l'affetto fraterno che la lega ai componenti maschili del gruppo. Ma qual'è il confine tra l'amicizia e l'amore? Come riconoscere, sotto le sembianze di un "carissimo amico", il giovane con cui dividere il prorpio destino?La vicenda si snoda da Cagliari a Roma, da Aosta a Firenze, nel corso di un'estate rovente di sole e sensazioni, durante la quale la ragazza, con passi a volte esitanti e a volte spavaldi, imparerà a riconoscere i moti del corpo e quelli dell'anima, a distinguere tra il "sè" e "l'altro", ad accettare l'amore come un dono del cielo. |
Ecco per voi un piccolo brano tratto dal libro: |
"E' una bimba timidissima! - stava dicendo la mamma alla suora che le avrebbe fatto scuola per i prossimi cinque anni. - Oh, lo so, lo so! - rispose Suor Maria - Mi hanno già doverosamente informata le altre consorelle che l'hanno tenuta allìasilo. - Rivolse un dolcissimo sguardo a quella bimbetta minuta dalla carnagione olivastra e dai capelli scuri come l'ebano.Aveva lo sguardo impaurito di una bimba che si trova ad affrontare un nuovo cambiamento e i suoi occhi vagavano alla ricerca delle altre suore alle quali si era molto affezionata nei tre anni precedenti. Timida, delicata e molto magra, Debora, questo era il suo nome, aveva concquistato tutte le consorelle. Addirittura c'era una suorina che portava la bimba quasi tutte le mattine nella cucina dove consumavano tè e biscotti. Debora aveva trovato in loro una seconda famiglia e non si era ami approfittata di tutte quelle cure di cui era fatta oggetto. Di una cosa si stupivano un pò tutti: della fantasia che la bambina possedeva. Non era comune agli altri suoi coetanei e il tempo diede ragione a quelli che non avevano creduto che la sua creatività e il suo entusiasmo fossero solo di passaggio." |
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